di Giorgio Righetti


In viale Luigi Bodio 22 in Bovisa, nei sotterranei della scuola primaria Giacomo LEOPARDI è aperto mensilmente con visite guidate il rifugio 87. Inaugurato nel 1940, il rifugio si sviluppa al di sotto della scuola elementare e servì da riparo agli alunni e agli abitanti del quartiere per sfuggire ai bombardamenti che distrussero il capoluogo lombardo nel corso della Seconda Guerra mondiale, il rifugio era capace di contenere fino a 500 persone, fu costruito riadattando le cantine dei sotterranei della scuola elementare in modo da mettere in sicurezza alunni, maestri e cittadini della zona durante le incursioni aeree. Il rifugio di 220 mq. ha la forma di un ferro di cavallo, contiene dieci aule, un rubinetto con acqua corrente e due gabinetti. Nelle aule i ragazzi potevano continuare le lezioni anche dopo il suono della sirena. Nel 2010 il rifugio è stato ripulito ma conserva tuttora le scritte originali del tempo, le frecce che indicano le vie di uscita, il divieto di fumare, l’acqua potabile e i gabinetti. Il regista Ermanno Olmi che frequentava la scuola a quel tempo racconta un’esercitazione antiaerea in questo rifugio nel suo libro: “Il Ragazzo della Bovisa”. La scuola era in origine intitolata alla madre del Duce, Rosa Maltoni. Visitare questo rifugio immerso nel silenzio e sospeso nel tempo sembra ancor oggi di risentire il rumore sordo dei passi affrettati che scendono le scale, di vedere ombre raggruppate in spazi ristretti nel corridoi che cercano di sistemarsi alla meno peggio, di sentire il mormorio delle tante voci che al buio pregano e sperano che le bombe cadano lontano.