di Giorgio Righetti

I DIMENTICATI EROI DELLA FRONTIERA

A PROPOSITO DI ME. Questi miei “racconti specifici” sono il frutto di anni di ricerche storiche che rivelano aspetti inediti sui personaggi della Storia del West. G.R.

Molto prima che un corpo ufficiale di cani addestranti, il corpo K.9, (1) fosse costituito, già i cani avevano lottato con i loro padroni contro gli indiani, la furia degli elementi, gli animali selvaggi, nel periodo della colonizzazione dei paesi di frontiera.

CUORE A STELLE E STRISCE. Nel 1719, una nave della colonia della Louisiana francese, – (Nel 1700, le colonie francesi in Nord America facevano parte della Nuova Francia, un immenso territorio che si estendeva dal Canada fino al Golfo del Messico) – ancorò sulle coste a sud est del Texas meridionale per rifornirsi di acqua e di cacciagione. Monsieur Belisle, con il suo cane e quattro uomini dell’equipaggio scesero a terra e si addentrarono nei giganteschi boschi che si estendevano sulla costa del Golfo del Messico, dove non solo non trovarono ne acqua ne selvaggina ma si perdettero tra i fitti sentieri, quando finalmente tornarono sulla spiaggia la loro nave era partita, avendo il capitano probabilmente creduto che fossero stati uccisi dagli indiani. Per molti giorni gli uomini non si allontanarono dalla spiaggia nella speranza che la nave tornasse a prenderli e per tutto quel tempo vissero nutrendosi di erbe. Delusi e senza cibo suggerirono a Belisle di uccidere il suo cane per sfamarsi, ma questi rifiutò. Gli uomini cercarono di ucciderlo di nascosto ma erano talmente in uno stato di debolezza che il cane sfuggì loro e scomparve nei boschi. Molti giorni passarono e Belisle vide i suoi compagni morire di fame uno dopo l’altro, mentre lui riuscì a sopravvivere nutrendosi di vermi che trovava nei tronchi imputriditi degli alberi ma ormai era tanto debole che cadde a terra esausto. Quando si riprese vide il suo cane che scodinzolando lo guardava trattenendosi però lontano da lui quasi avesse timore. Belisle lo chiamó e quando il cane le si fu avvicinato, vide che teneva in bocca un grosso opossum che depose vicino a lui che così potè così sfamarsi e riprendere anche se con fatica il lungo viaggio via terra verso la Luisiana, dove si trovava la colonia francese. Monsieur Belisle non seppe spiegarsi se il cane lo avesse abbandonato per paura dei suoi compagni o per andare in cerca di cibo, ma le fu sempre riconoscente.

GUARDIANI CON LA CODA. Wright Moroar doveva sovente viaggiare attraverso i territori dei bellicosi Comanches e quasi sempre questi erano sul sentiero di guerra. Moroar non viaggiava mai solo, Towser un lupo incrociato con un Terranova gli teneva sempre compagnia e di notte usava coricarsi vicino a lui, premendogli una zampa sul viso in segno di pericolo, specialmente di notte Towser era sempre silenzioso e vigile, tuttavia quando non intuiva nessun pericolo il cane era talmente rumoroso che veniva considerato un seccatore. Nessuno però osava trattarlo male sapendo come fosse prezioso in quei viaggi nel territori indiani dove cavalcava la morte e, in effetti il cane salvo più volte Moroar e i suoi amici da morte sicura. Nel 1870 presso Hog Mountain Springil i cani segnalarono dentro una macchia le tracce di indiani Comanche che stavano tendendo un imboscata, mentre i loro padroni si preparavano alla difesa i cani venivano legati, ma due di loro rifiutarono di essere lasciati fuori dalla battaglia e, rotte le corde, si lanciarono nella mischia che seguì. Entrambi vennero colpiti e un cane morì, mentre l’altro si ritirò con una freccia che gli entrava dal petto gli usciva dal dorso. Il cane ferito riuscì ad estrarre la freccia dal suo corpo da solo. Guarì dopo qualche tempo sempre pronto a sacrificare la vita per difendere i suoi padroni.

LATRATI NELLA NOTTE. Gli indiani rispettavano i cani e li consideravano dei combattenti valorosi, tanto che ne scotennarono uno come trofeo di guerra, accadde nella battaglia di Adobe Wall (Texas) dove circa 700 guerrieri Comanche, Kiowa e Cheyenne guidati dal capo Quanah Parker all’alba del 27 giugno 1874, attaccarono l’avamposto di Adobe Wall dove i fratelli Shaders furono sorpresi nel sonno e uccisi. Il loro grosso cane di Terranova cercò probabilmente di difenderli disperatamente perché fu trovato vicino a loro con il corpo trafitto da numerose frecce e scotennato. II coloni e i cacciatori di bufali presenti nell’insediamento armati di potenti fucili a lungo raggio Sharps, resistettero all’assedio per diversi giorni, alla fine gli indiani furono respinti, fu proprio l’abbaiare del Terranova a destare gli altri componenti della spedizione a impedire che la strage sì completasse. Nella stessa battaglia di Adobe Walls un cacciatore di bufali Billie Dixon, perse la sua cagna Tess e non riuscì più a trovarla. Qualche tempo dopo capitò a Dixon con alcuni amici di tornare sul luogo della battaglia e quale non fu la sorpresa di trovare Tess che credevano fosse stata uccisa dagli indiani. Dopo essere stata vezzeggiata da tutti gli uomini della carovana Tess se ne andò verso la foresta per ritornare poco dopo portando qualcosa in bocca, si fermò davanti agli uomini muovendo la coda e allora tutti videro che recava in bocca un grosso cucciolo. Tess depose il cucciolo poi mentre tutti si contendevano il piccolo per accarezzarlo scomparve nella foresta e ritornò recando un altro cucciolo in bocca. Tess fece altri viaggi e poco dopo nel campo vi furono quattro cuccioli. Il padre altro non era che il cane di Terranova morto per difendere i fratelli Shadler. La famigliola di cani aveva vissuto tutto quel tempo nella foresta in attesa del ritorno del padrone. Si può ancora incontrare in Texas qualcuno pronto a dichiarare che il suo cane discende proprio dall’eroico Terranova degli Shadler ma naturalmente nessun pedigree potrà mai provarlo.

I FEDELI GUARDIANI DELLE GREGGI. Nella storia della frontiera non possono essere esclusi i cani da pastore il cui comportamento andò molte volte oltre il loro compito. Un cercatore d’oro nelle Elk Mountains un giorno vide un grosso gregge di pecore guidate solo da cani. Le pecore erano grasse e in buona salute, ma per tutti i giorni che il cercatore si fermò in quel luogo non vide mai nessun essere umano. Solo più tardi seppe che gli indiani avevano ucciso i pastori e che i cani erano riusciti a riordinare il gregge e condurlo ai loro pascoli d’origine. I cani da pastore erano addestrati per ogni evenienza. Nel 1876 un proprietario di un gregge di pecore un certo Casner, fu trucidato insieme al pastore indiano che lo accompagnava a Palo Duro in Texas dai fuorilegge. Il cane da pastore di Casner stava curando le pecore quando il suo padrone e l’indiano furono uccisi e appena intuì quello che stava accadendo lasciò il gregge e si lanciò contro i banditi aggredendoli fino a quando non venne colpito da un proiettile. Circa una settimana dopo dei mandriani giunsero nei paraggi di Palo Duro e trovarono che l’accampamento era stato distrutto e Casner e il suo pastore indiano erano morti, solo il cane era ancora vivo, la pallottola dei fuorilegge gli era entrata in un occhio e pur soffrendo pene terribili il cane stava ancora curando le pecore. Sebbene i mandriani a quel tempi odiassero mortalmente i pastori e tutto quello che li riguardava, uno degli uomini prese con sé il cane. Nessuno osò mai parlare male del cane in presenza del mandriano che lo aveva adottato. Vi sono numerose storie sull’eroismo dei cani e sarebbe interessante sapere quante vite e quante proprietà, questi intelligenti animali hanno salvato e quanti di loro sono morti nell’adempimento del proprio compito.

(1) Il termine ufficiale “K-9 Corps” negli Stati Uniti nacque il 13 marzo 1942, quando l’esercito americano approvò ufficialmente il (Programma Cani da Guerra). Questa data segna la prima volta in cui i cani entrarono a far parte in modo ufficiale delle forze armate statunitensi. Oggi le unità K-9 negli Stati Uniti sono addestrate per salvare le persone, ma i loro compiti variano a seconda della specializzazione del cane e del dipartimento di appartenenza (polizia, vigili del fuoco o organizzazioni di volontariato).