di Giacomo Pio Augello

A B.G.

Quest’anno, io ho scelto di trascorrere le ferie in montagna, per ritrovare quel senso di evasione dalla realtà che provavo quando andavo nei villaggi vacanze.

All’inizio, però, le cose non sono andate come immaginavo.

Il primo giorno, io e mia moglie avevamo programmato una gita al lago.

La giornata era bella e noi percorrevamo tortuosi sentieri immersi nel verde silenzio del bosco.

Nonostante questo, sentivo di essere ancora legato alle cose di casa e dell’ufficio.

Non mi sapevo spiegare il perché, considerato che avevo avvisato che sarei andato in ferie e, soprattutto, che nessuno mi aveva cercato.

Ripensai a quando, da adolescente, andai con la famiglia in Tunisia.

Questo perché, all’epoca, i cellulari non avevano ancora la connessione ad Internet ed io rimasi per tutta la durata della vacanza senza poter chiamare né ricevere messaggi.

Quel ricordo mi fece venire in mente un’idea.

Presi il telefono e, con grande risolutezza, staccai la connessione ad Internet.

La prima sensazione che provai fu un grande senso di libertà da tutti gli stimoli con cui pungolavo il cervello.

Senza la continua interruzione di notifiche e messaggi, la mia mente si rilassò.

E io potei godermi appieno tutto ciò che quella vacanza aveva da offrire.

Poi sono tornato alla vita di tutti i giorni.

Ho riacceso la connessione ad Internet, ma, in ricordo di quella esperienza, ho preso l’abitudine di ritagliarmi quotidianamente dei piccoli spazi in cui tengo il telefono lontano per rimanere ad ascoltare il silenzio.

Il soggiorno tra le montagne mi ha fatto scoprire un nucleo di pace interiore che va protetto dalle invasioni esterne e mi ha portato a chiedermi che cosa significhi davvero andare in vacanza.

Mi sono risposto che non è soltanto fare la valigia e imbarcarsi verso una località turistica.

Sì, allontanarsi dai luoghi che sono connessi alle nostre abitudini è sicuramente importante.

Ma ciò da cui bisogna davvero disconnettersi, per riscoprire il potere terapeutico del riposo, sono soprattutto i pensieri oppiacei con cui droghiamo la mente quando nessuno ci vede e che, purtroppo, usiamo per sostenere lo sforzo di uno stile di vita a volte troppo pretenzioso.

Prendersi del tempo solo per sé stessi non è soltanto salutare a livello biologico.

E’ un’occasione per riscoprirsi e, soprattutto, per vivere pienamente il momento presente senza la continua frammentazione della mente cui, oramai, siamo abituati.In definitiva, una vacanza dovrebbe essere un’esperienza che ti lascia qualcosa di bello da portare con te ogni giorno, che non sia la mera nostalgia per i giorni senza sveglia.

Con questa riflessione, Vi auguro buone ferie.