HOUSTON CONTRO SANTA ANNA

di Giorgio Righetti
(Continuazione)
La notizia del massacro di ALAMO scosse tutto il Texas. Ma sei settimane dopo il 21 Aprile 1836 quando l’esercito messicano comandato da Santa Anna fu sconfitto a San Jacinto, fu il grido di guerra “Ricordatevi di ALAMO” che determinò la Battaglia. Ma prima una seconda atrocità aveva sconvolto il Texas.
SAM HOUSTON era un uomo grande e grosso che si imponeva dal suo metro e ottantacinque di statura, come risulta dalla sua scheda dall’archivio militare in Texas, anche se qualche biografo lo vorrebbe più alto. Nato nel marzo del 1793 in Virginia era cresciuto nel Tenesseee con una notevole passione per la lettura. Scappato di casa per rifugiarsi nel territorio dei Cherockee fu adottato da un capo tribù. Ribatezzato “Corvo”, parlava la loro lingua e si vestiva secondo l’uso dei Cherockee. Una volta tornato nel territorio anglofono fondò una scuola che però fu un fallimento economico, così decise di arruolarsi nell’esercito. Rimasto ferito da una pallottola, nella guerra contro i Creek nel 1815 avrebbe messo diverso tempo per ristabilirsi. Quando i Cherokee furono costretti a lasciare le loro terre per essere deportati a sud venne nominato commissario alle questioni indiane. Lotto contro il traffico di alcolici nelle riserve indiane chiuse le liquorerie di bianchi. Il giorno in cui una delegazione di Cherokee andò a Washington si presentò con loro davanti al ministro della guerra vestito da indiano, ricevendo critiche e un ampio rimprovero dai superiori, che ci faceva conciato così un tenente statunitense. Nel 1832 emigrò in Texas e si trovò al centro di tutte le polemiche sull’insurrezione texana. Il 2 marzo fu eletto comandante in capo dell’Esercito del Texas che contava circa 1500 uomini. Alla fine di gennaio del 1836 si trovava a Goliad. Questo era l’uomo che comandava le truppe texane alla vigilia della battaglia di San Jacinto.
“RICORDATEVI DI ALAMO”, “RICORDATEVI DI GOLIAD”. Dopo la caduta di ALAMO, Santa Anna vedeva realizzarsi sempre più le sue aspettative di sconfiggere duramente la resistenza texana. Quando due messicani di S. Antonio arrivarono il 12 marzo a Goliad ad annunciare la caduta di Fort ALAMO ci fu di incredulità. A Goliad Houston ordinò a Fannin di abbandonare forte Sfida. Quando ricevette l’ordine Fannin era il 13 marzo ma ritardò perché aveva alcuni uomini a evacuare di massa i coloni del posto, quando si decise a lasciare il forte fu intrappolato dall’esercito messicano. Gli ufficiali di Fannin votarono per la resa, credendo che i messicani avrebbero mantenuto la promessa di risparmiarli, essi furono invece tenuti a Goliad e poi il 27 marzo, Fannin e i suoi 400 uomini vennero condotti fuori dal forte e massacrati dalle truppe messicane. Con questo Santa Anna ottenne il risultato opposto, queste atrocità infusero nei nordamericani la volontà di combattere e vendicarsi spingendoli a una strenua resistenza. Houston astutamente si ritirò contro la volontà dei suoi ufficiali che avrebbero voluto contrattaccare subito. Il 21 aprile Santa Anna cadde, con una stupidità incredibile in una tremenda trappola a San Jacinto, presso Galveston. L’attacco di HOUSTON a sorpresa fu tale che la battaglia durò solo venti minuti. Le perdite texane furono alquanto esigue, otto morti e diciassette feriti, mentre l’esercito messicano lasciò sul terreno seicentotrenta caduti più di settecentotrenta prigionieri, tra i quali duecento feriti. Al grido di “Ricordate Alamo”, se ne aggiungeva un altro: “Ricordate Goliad”. All’alba del 22 aprile catturarono Santa Anna nei pressi di un’orto vestito con con abiti civili, con casacca e pantaloni di cotone blu. Una volta condotto da Houston molti texani proposero di fucilarlo, ma Santa Anna fu liberato l’anno successivo e visse per combattere ancora contro i texani nella guerra del 1846 tra gli Stati Uniti e il Messico.
