
di Giorgio Righetti
Malgrado il titolo che sembrerebbe evocare una certa nostalgia, niente di tutto questo. I famosi pisciatoi pubblici dalla caratteristica forma di garitta e, col tetto anti pioggia e libertà di accesso sono scomparsi. I cari vecchi vespasiani giardino di delizie dei gay che passavano ore e ore lì vicino aspettando l’occasione propizia a chissà quale facile ricca refurtiva, sono ormai solo un rincordo. Tranquilli i vespasiani non ci sono più, ma ci sono i muri e gli angoli di Milano, diventati ormai cessi per eccellenza. Se ne accorge il sottoscritto quando alla domenica mattina presto si reca al mercatino numismatico, anche nei posti degli espositori esistono strane pozzanghere gialle e maleodoranti, sicuramente non di acqua piovana. Ho un ricordo di quella volta in cui dovetti usarne uno di questi vespasiani tanto tempo fa, mi trovavo a Porta Nuova davanti al Fatebenefratelli, li ne esisteva uno circondato da un piccolo giardinetto, il posto più putrido, maleodorante e degradato che avessi mai visto a Milano. All’interno tutto tappezzato con manifesti pubblicitari di gabinetti medici specializzati in malattie veneree e molti foglietti che non lasciavano dubbi appesi con numeri di telefono e nomi che invitavano ad appuntamenti. L’adescamento si spingeva fin nelle sale cinematografiche dove una particolare fauna provocava spesso, all’improvviso, un fracasso incredibile (dagh al culatton!). Nei primi anni Ottanta i vespasiani divennero un rifugio per i tossici che dovevano iniettarsi la dose quotidiana, vennero così smontati uno dopo l’altro. Oggi esistono in alcune zone di Milano degli orinatoi a pagamento, sporchi da fare schifo definiti “autopulenti”. Non di rado vi si trovano ancora una volta siringhe e aghi nei dintorni.
