
di Giorgio Righetti
“PER LA FABBRICA DELL’APPETITO”. Il vecchio fachiro mangiafuoco “il Mario” con questa frase cercava di suscitare la simpatia e benevolenza del pubblico. I suoi ferri del mestiere consistevano in rompere catene, ingoiare sassolini e vetri ed esercizi col fuoco. Con un solo pugno secco e preciso, il Mario piantava un lungo chiodo in un asse di legno, e poi una buona bevuta di petrolio da spruzzare su una torcia accesa, dove la fiamma andava in alto componendo forme strane e paurose. Ma il repertorio non si esauriva qui, il pezzo forte doveva ancora arrivare, era la rottura delle catene, dove la faccia del Mario assumeva orrendi connotati di una maschera di dolore. Ma infine le catene si rompevano e con la frase:
“Buona salute e buona fortuna!…
Grassie, siore, siori e siorinne!…
Al vostro buon cuore.
Per la fabbrica dell’appetito.
La cena quella sera era assicurata. Il Mario lo si poteva vedere un po’ dappertutto, ma il più delle volte preparava la sua piccola ribalta a ridosso del CASTELLO, o all’ACQUA MARCIA, al PARCO SEMPIONE, dove soleva dare il suo spettacolo, erano quelli i suoi posti preferiti dove arrivava sempre in bicicletta seguito da un gruppo festante di ragazzini.
LA SORGENTE DI ACQUA SOLFOROSA AL PARCO SEMPIONE. Cinquanta, sessant’anni fa e anche molto prima ci si andava di giorno e di notte a bere l’acqua marcia, a riempire fiaschi e bottiglie, era un po’ l’acqua di chi credeva nei miracoli che potevano fare solo le acque naturali, di chi pur avendo molti disturbi o malanni diffidava dei medici, delle medicine, dei farmacisti e, si curava a modo suo a questa fonte solforosa dove era bello andare, dove si faceva anche comunità e si ritrovava un po’ l’anima di Milano. La sorgente di acqua solforosa inaugurata al parco nel 1925 era una fonte di gioia, a quel tempo sembrava che Milano dovesse diventare una città termale ci si recava felici alla fonte a riempire un fiasco o qualche bottiglia, il Parco si sarebbe prestato benissimo ad accogliere chioschi, pergolati e orchestre. All’acqua marcia era quasi sempre presente il Mario, e la banda del Tirazza che divertiva i presenti con la sua musica. Era stata composta per l’occasione anche una simpatica canzoncina.
“Anche Lei mio caro duca qui alla fonte? – Le dirò mio caro conte – Me ne son successe tante – Che devo proprio disintossicarmi un po’…”.
Ma stiamo parlando di certi momenti che ci riportano a una Milano dai tempi delle favole. Da tempo ormai la fontana dell’ACQUA MARCIA è stata asciugata, era stato messo un cartello che ammoniva: ACQUA NON POTABILE. Mi dicono che ora dalla fonte zampilla acqua potabile, ma non più solforosa.
Nella foto del 1950, il Mario in una delle sue esibizioni.
